DOMANDA Voi come vi comportereste?

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Er Pomata

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#1
Ciao a tutti.

Premessa: a luglio scorso è morta mia nonna che viveva da sola ed aveva un normalissimo e costosissimo contratto per la sola utenza telefonica con la Telecom.
Nel giro di pochi giorni ho telefonato al 187 per sapere come chiudere l'utenza e l'operatrice polacco-albanese-rumena che mi ha risposto, mi ha indicato per filo e per segno cosa scrivere nella raccomandata per la chiusura del contratto che ho subito spedito.
Attorno a dicembre ricevo una telefonata da un'esaltata (probabilmente di un'azienda per il recupero crediti) che mi diceva che c'erano ancora da pagare le bollette di: agosto, settembre, ottobre e novembre; "gentilmente" le ho fatto notare che la signora era morta e che il contratto era stato chiuso a luglio secondo procedura e che non c'era niente da pagare. La tizia ovviamente non ha accettato la mia versione e ha chiuso la telefonata lasciando la pratica aperta nonostante non avesse nomi a cui poter mandare il conto perché io mi son ben guardato dal fornirle alcun dato utile alla "sua" causa.
Da allora non ho più ricevuto tali telefonate, ma continuo a ricevere le bollette mensili intestate a mia nonna da parte della Telecom.
Ora, da una parte vorrei telefonare al call center per dare dell'idiota a qualcuno, ma mi rendo conto che il malcapitato dall'altra parte del telefono sarebbe solo una vittima innocente dei miei strali, dall'altra, la ragione mi dice di fregarmene e lasciare che continuino a mandare bollette a vuoto.
Che fare?
 

r3dl4nce

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#2
Hai la ricevuta di ritorno della raccomandata? Invia pec di reclamo nella quale spieghi il problema e alleghi la documentazione che avevi già inviato in precedenza insieme alla scansione della ricevuta di ritorno della raccomandata
 

alex27riva

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10 Dicembre 2018
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#4
Ciao a tutti.

Premessa: a luglio scorso è morta mia nonna che viveva da sola ed aveva un normalissimo e costosissimo contratto per la sola utenza telefonica con la Telecom.
Nel giro di pochi giorni ho telefonato al 187 per sapere come chiudere l'utenza e l'operatrice polacco-albanese-rumena che mi ha risposto, mi ha indicato per filo e per segno cosa scrivere nella raccomandata per la chiusura del contratto che ho subito spedito.
Attorno a dicembre ricevo una telefonata da un'esaltata (probabilmente di un'azienda per il recupero crediti) che mi diceva che c'erano ancora da pagare le bollette di: agosto, settembre, ottobre e novembre; "gentilmente" le ho fatto notare che la signora era morta e che il contratto era stato chiuso a luglio secondo procedura e che non c'era niente da pagare. La tizia ovviamente non ha accettato la mia versione e ha chiuso la telefonata lasciando la pratica aperta nonostante non avesse nomi a cui poter mandare il conto perché io mi son ben guardato dal fornirle alcun dato utile alla "sua" causa.
Da allora non ho più ricevuto tali telefonate, ma continuo a ricevere le bollette mensili intestate a mia nonna da parte della Telecom.
Ora, da una parte vorrei telefonare al call center per dare dell'idiota a qualcuno, ma mi rendo conto che il malcapitato dall'altra parte del telefono sarebbe solo una vittima innocente dei miei strali, dall'altra, la ragione mi dice di fregarmene e lasciare che continuino a mandare bollette a vuoto.
Che fare?
Vai tranquillo, non pagare le bollette e prima o poi smetteranno di mandarle.
Tanto le società che ti contattano sono private, alcune si spacciano come ''studio legale'', ma sono tutte balle, fanno così solo per metterti paura e convincerti a pagare...
 

luigidavino

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#5
Tralasciando i consigli per così dire "bizzarri" dell'utente di sopra, ti suggerirei, innanzitutto, di cercare la ricevuta di ritorno. Appena l'avrai recuperata, non dovrai far altro che inviare una Raccomandata A/R alla sede legale di TIM con la quale chiedi lumi sulla situazione amministrativa dell'utenza, segnalando il rispetto della procedura attuata ai fini della cessazione della stessa. ;)
 

r3dl4nce

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#6
Vai tranquillo, non pagare le bollette e prima o poi smetteranno di mandarle.
Tanto le società che ti contattano sono private, alcune si spacciano come ''studio legale'', ma sono tutte balle, fanno così solo per metterti paura e convincerti a pagare...
Poi un domani vai a fare un nuovo contratto e ti ritrovi migliaia di euro da pagare... Non male come strategia, il tipico italiano, nascondiamo le magagne sotto al tappeto, quando qualcuno si troverà a affrontarle, cavoli suoi!
 

luigidavino

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#7
Poi un domani vai a fare un nuovo contratto e ti ritrovi migliaia di euro da pagare... Non male come strategia, il tipico italiano, nascondiamo le magagne sotto al tappeto, quando qualcuno si troverà a affrontarle, cavoli suoi!
Calma, calma... ;)
Che, poi, a dirla tutta, il nominativo/C.F. finisce in una blacklist interna.
E col cavolo che ti attivano una nuova utenza. :sisi:asd
 

Blume

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#8
Vai tranquillo, non pagare le bollette e prima o poi smetteranno di mandarle.
Tanto le società che ti contattano sono private, alcune si spacciano come ''studio legale'', ma sono tutte balle, fanno così solo per metterti paura e convincerti a pagare...
Tu mi pare abbia visto qualche video di troppo su youtube, su "come difendersi dalle agenzie di recupero crediti..." se l'utente ha fatto la corretta procedura di cessazione non ha nulla di che aver timore.
@Er Pomata
Raccomandata: senza avviso di ricevimento è valida?
Occupiamoci ora, più nel dettaglio, del problema di chi perde l’avviso di ricevimento della raccomandata. Cosa bisogna fare per dimostrare di aver adempiuto alla spedizione?

L’unico modo per dimostrare di aver spedito correttamente la raccomandata e che questa è giunta a destinazione (a prescindere poi dal fatto che il destinatario l’abbia accettata o non l’abbia ritirata, lasciandola in giacenza alle poste) è di avere l’attestazione dell’ufficio postale che certifica il tentativo di consegna del plico da parte del postino. È quello che comunemente viene detto «avviso di ricevimento» o (in modo improprio, da alcuni) «ricevuta di ritorno». L’avviso di ricevimento, contenendo il timbro postale dell’ufficio, fa piena fede e non può essere contestato se non con un procedimento aggravato detto «querela di falso» e che richiede un’apposita causa. Senza il timbro postale rilasciato da unpubblico ufficiale come appunto è il postino, l’avviso di ricevimento non può fare pubblica fede: ecco perché, sempre a detta della giurisprudenza, non hanno alcun valore legale le raccomandate spedite a mezzo della posta privata. Queste ultime, infatti, in caso di contestazione di ricevimento, non valgono a dimostrare con certezza l’arrivo della raccomandata.

Che succede, se si perde l’avviso di ricevimento?
Secondo la Cassazione, esso non può essere sostituito da una stampa della schermata della pagina internet del sito di Poste Italiane da cui si evidenzia l’avvenuta consegna della raccomandata. Trattandosi di una semplice riproduzione meccanica questa non avrebbe alcun valore di prova e non varrebbe a dimostrare che la raccomandata è stata consegnata.

Dall’altro canto, la raccomandata depositata senza avviso di ricevimento è “nulla” o meglio si considera come mai pervenuta: manca così la prova principale di ciò che si vuol dimostrare, ossia il corretto adempimento di un onere imposto dalla legge o da un contratto. Che fare allora se si perde l’avviso di ricevimento di una raccomandata? La soluzione c’è: bisogna recarsi all’ufficio postale con la «velina» della raccomandata a.r.: si tratta di quel sottile foglietto bianco, di forma quadrangolare, in cui vengono indicati gli estremi della busta e il codice a barre della raccomandata spedita. Bisognerà esibire tale documento all’ufficio postale e chiedere che questo ci rilasci un duplicato dell’avviso di ricevimento, duplicato che, ovviamente, verrà rilasciato solo a condizione che la raccomandata sia pervenuta correttamente a destinazione.

Basta anche un’attestazione dell’ufficio postale per provare la notifica della raccomandata priva dell’avviso di ricevimento. Per quanto concerne infatti la prova della notifica a mezzo di raccomandata, la Cassazione ha affermato che nessuna norma prevede che la stessa possa essere data solo dall’avviso di ricevimento e non anche tramite un’attestazione dell’ufficio postale da cui risultino le modalità e la data della notifica medesima, essendo questa attestazione, come sancito dall’articolo 8 del d.P.R. 655/82, equipollente dell’avviso.

Fonte: https://www.laleggepertutti.it/
 
Ultima modifica:

Er Pomata

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#9
Nota generale: non scannatevi ragazzi :D; la ricevuta di ritorno ce l'ho, la devo solo ritrovare, ma non mi ci vorrà molto. Non è quello il problema.

capisco cosa intendi, ma è meglio non scrivere certi consigli su un forum pubblicamente accessibile: ci si potrebbe configurare anche un'ipotesi di reato. L'uso del condizionale e/o comunque del costrutto ipotetico è sempre da preferirsi quando si esprimono opinioni che potrebbero essere fraintese. ;)

Tanto le società che ti contattano sono private, alcune si spacciano come ''studio legale'', ma sono tutte balle, fanno così solo per metterti paura e convincerti a pagare...
Nessuna paura, so come affrontarli. Loro non mi preoccupano...:lightsabre [segue...]

Che, poi, a dirla tutta, il nominativo/C.F. finisce in una blacklist interna.
E col cavolo che ti attivano una nuova utenza. :sisi:asd
Sì, ma sempre di un morto stiamo parlando, inoltre, dato che il morto viveva da solo e in affitto, che bollette possono pretendere che uno gli paghi?
Io so che le stanno ancora emettendo semplicemente perché è stato attivato un "seguimi" con posteitaliane. [segue...]

non dovrai far altro che inviare una Raccomandata A/R alla sede legale di TIM
Preferisco l'opzione della PEC :tea. La raccomandata, primo, la dovrei pagare; secondo, hanno già dimostrato di non leggerle.

[...segue] Il mio dubbio è che fin'ora, possono soltanto chiedere dei soldi ad un morto. Considerate che la tizia del recupero crediti aveva solo il mio numero di telefono, non aveva alcuna idea di chi fossi io, del grado di parentela e che la signora che pensava di aver chiamato fosse morta e che quello non fosse il suo numero di telefono, ma se ora li contatto, do loro anche dei nomi, degli indirizzi e dei numeri di telefono da contattare; soprattutto nomi a cui presentare un conto [ingiustificato] e dopo sì che mi possono mettere in lista nera...

Tralasciando i consigli per così dire "bizzarri" dell'utente di sopra
considera che sono "bizzarri" anche dall'altra parte :D, soprattutto è pieno di impiegati zelanti capaci solo di fare quello che gli dice il computer, o il foglio scritto che gli viene consegnato da qualcuno.
Considera che in vita mia mi sono visto chiudere per tre volte il rubinetto generale dell'acqua (quello sulla strada per intenderci) per un disguido del sistema e per il quale noi non c'entravamo nulla (tant'è che loro non pensavano di star chiudendo l'acqua noi, ma a qualcun altro) e nonostante potessi presentare tutte le bollette regolarmente pagate, tutti gli impiegati a cui ci eravamo rivolti si rifiutavano di ammettere l'errore del sistema e di ripristinare la situazione, si è dovuti andare per tre volte dal sindaco per farsi riaprire l'acqua e non è sempre stata una cosa immediata.
All'ufficio Tari invece sono riusciti a farmi una multa e un rimborso sulla stessa rata: la multa perché non avevo pagato la "bolletta" che mi avevano mandato all'indirizzo vecchio, il rimborso perché avendo cambiato indirizzo mi dovevano ridare indietro la rata del 2° semestre che era già stata pagata (e il rimborso l'hanno emesso prima della multa(!) e sempre spedito all'indirizzo sul quale era stato chiuso il contratto e per il quale stavano emettendo il rimborso stesso!): non vi dico i voli pindarici che si è inventata la tipa pur di non ammettere che si erano sbagliati loro...

...scusate per il lungo post. :pray
 

alex27riva

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#10
Poi un domani vai a fare un nuovo contratto e ti ritrovi migliaia di euro da pagare... Non male come strategia, il tipico italiano, nascondiamo le magagne sotto al tappeto, quando qualcuno si troverà a affrontarle, cavoli suoi!
Hai perfettamente ragione, però il fatto è che risolvere questo tipo di problemi con gli operatori è parecchio complicato...
Io sono in ballo da 2015 con Infostrada, mi era stato offerto un servizio pessimo (neanche la velocità minima garantita) e così ho fatto il recesso con raccomandata entro i 15 giorni.
Ogni tanto mi continuano ad arrivare solleciti di pagamento relativi a mesi in cui avevo già disdetto con loro (per passaggio a Tim).
Che dovrei fare, pagare per quei mesi in cui non avevo più il servizio con loro? Ma anche no, non mi sembra corretto... Poi inoltre mi c'è anche il loro modem da pagare, che è inutile perché si può usare solo con loro...
La storia è lunga e complessa, e primo o poi andrà risolta...
 

Er Pomata

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#11
Ogni tanto mi continuano ad arrivare solleciti di pagamento relativi a mesi in cui avevo già disdetto con loro
Non sai quanto ti capisco, succede così con ogni società telefonica solo che a non risolvere per tempo si rischia anche una messa in mora perché tra tutti i soldi ingiustificati che ti chiedono c'è sicuramente una piccola spesa, anche di pochi centesimi sulla quale si possono appigliare per continuare a mandarti conti da pagare. A me una volta per 5 mesi di fila mi mandarono bollette da 0,30€ - 0,50 - 1,70€; erano interessi di mora su un qualcosa che non sapevo neanche di non aver pagato e che non ho pagato e che non mi hanno mai chiesto di pagare (tutte le bollette erano in regola e l'apparecchio l'avevo ridato indietro), alla fine mi convenì saldare quei pochi centesimi.
 

r3dl4nce

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#12
Se uno è dalla parte della ragione, intanto comincia producendo le prove che lo dimostrino, perché purtroppo anche se la nostra legislatura prevede la presunzione di non colpevolezza, quando si ha a che fare con queste grosse aziende dove i clienti sono "spersonalizzati" è sempre bene mettersi in una forte posizione di legalità.
Quando ci sono le prove che tutto è stato fatto regolarmente, a quel punto non c'è da temere nulla. Certo, se come nel caso dell'op, vengono inviate bollette a nome di un morto, direi che è chi le invia a essere nel torto, se il certificato di decesso è stato inviato regolarmente con raccomandata, sta alla compagnia prenderne atto e disdire l'utenza. Altrimenti, beh, un morto non può pagare.
Ma limitarsi a dire "fregatene e non pagare" non è corretto, purtroppo sono perdite di tempo ma in primis tocca essere tranquilli e fare il possibile per dimostrare di essere dalla parte della ragione.
 

luigidavino

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#13
Tenuto conto della piega che sta assumendo il topic, ben lontana dallo spirito della sezione, e considerato che l'utente ha ricevuto precise istruzioni sul da farsi, procedo alla chiusura dello stesso. Cordialmente.
 
Stato
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