WIKI PSU - Ecco tutti i miti degli Alimentatori!

R3d3x

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#22
Scusa la domanda da profano... Quali sono i componenti che attingono dal +12V e quali invece quelli che la prendono dagli altri canali? Inoltre, lo fanno in via esclusiva oppure ci sono componenti che attingono da più canali?
Si possono prendere anche da altri canali come ad esempio la motherboard ha bisogno di tutti i Voltaggi per far funzionare tutti gli slot a diversi voltaggi.
3.3V alimenta solo la motherboard tramite il 24 pin. Non mi pare sia presente in altro (Falzo non uccidermi ma non la ricordo da altre parti) il suo scopo principale dovrebbe essere l'alimentazione della RAM e forse il Chipset ma sinceramente non so se sono ancora alimentate a 3.3V quelle attuali.

La 5V va ad alimentare solitamente hard disk, lettori, SSD etc.

La 12V alimenta praticamente tutto.

Va però detto che tempo a dietro non era così, era molto diverso il modo di attingere potenza dall'alimentatore.
 

Grà

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#24
Non vorrei dire cazzate ma tanto tempo fa la maggioranza delle CPU infatti non erano alimentate dalla linea da 12. Ma era anche un periodo in cui in giro non c'erano CPU con TDP di 65+ watt.
 

R3d3x

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#25
Va però detto che tempo a dietro non era così, era molto diverso il modo di attingere potenza dall'alimentatore.
Esatto Grà, era differente l'utilizzo poichè erano differenti i TDP.

Il 3.3V mi pare si usava ai tempi andati prima del Pentium 4 se non erro, quindi era utilizzato anche per CPU ma non solo anche le GPU lo utilizzavano.
Poi c'è stata una normale evoluzione delle cose e quindi è dovuto cambiare tutto.
Basta immaginare che GPU non troppo vecchie avevano al massimo 6 pin per l'alimentazione ora le 1080Ti ne vogliono 16 addirittura dovendo portare ben due cavi alla scheda.
 

TheGaspitan

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#29
Per quanto riguarda il mito 8: L'alimentatore consuma da spento. "Spegni sempre la ciabatta, che il pc consuma lo stesso anche da spento!
Come si comporta il PC se collegato a un gruppo di continuità?
Io ogni volta che finisco di usare il PC spengo il computer e poi spengo il gruppo di continuità ma non è la stessa cosa che spegnere sempre la ciabatta?
Avevo letto che per prolungare la vita delle batterie bisognava tenerlo il più possibile attaccato alla corrente senza tanti attacca-stacca la spina, ma pensavo che una volta finito di utilizzare il PC potessi spegnerlo con il tasto che ha sul davanti...
 

R3d3x

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#30
Per quanto riguarda il mito 8: L'alimentatore consuma da spento. "Spegni sempre la ciabatta, che il pc consuma lo stesso anche da spento!
Come si comporta il PC se collegato a un gruppo di continuità?
Io ogni volta che finisco di usare il PC spengo il computer e poi spengo il gruppo di continuità ma non è la stessa cosa che spegnere sempre la ciabatta?
Avevo letto che per prolungare la vita delle batterie bisognava tenerlo il più possibile attaccato alla corrente senza tanti attacca-stacca la spina, ma pensavo che una volta finito di utilizzare il PC potessi spegnerlo con il tasto che ha sul davanti...
Stessa cosa che se spegni la ciabatta.

@Falco75
 

Blume

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#31
Per quanto riguarda il mito 8: L'alimentatore consuma da spento. "Spegni sempre la ciabatta, che il pc consuma lo stesso anche da spento!
Come si comporta il PC se collegato a un gruppo di continuità?
Io ogni volta che finisco di usare il PC spengo il computer e poi spengo il gruppo di continuità ma non è la stessa cosa che spegnere sempre la ciabatta?
Avevo letto che per prolungare la vita delle batterie bisognava tenerlo il più possibile attaccato alla corrente senza tanti attacca-stacca la spina, ma pensavo che una volta finito di utilizzare il PC potessi spegnerlo con il tasto che ha sul davanti...
Un gruppo di continuità che non resta perennemente collegato al 220 Volt, e quindi sempre con le batterie cariche, e pronto ad intervenire, non ha senso di essere comprato.
E' proprio lasciandolo collegato che preservi le batterie, restando le stesse sempre cariche, ed ogni volta che perdono carica, anche se di poco, l'apparato provvede al loro mantenimento.
 

TheGaspitan

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#32
Un gruppo di continuità che non resta perennemente collegato al 220 Volt, e quindi sempre con le batterie cariche, e pronto ad intervenire, non ha senso di essere comprato.
E' proprio lasciandolo collegato che preservi le batterie, restando le stesse sempre cariche, ed ogni volta che perdono carica, anche se di poco, l'apparato provvede al loro mantenimento.
Quello si. Ma parlo di spegnere il gruppo di continuità, non di staccarlo dalla corrente.
1.jpeg

Quello che ho io ha il tasto per "accenderlo-spegnerlo" ma il realtà e sempre accesso e collegato alla corrente
Per quello mi chiedevo se questo "accenderlo-spegnerlo" fosse uguale a spegnere la ciabatta.
 

Nichdroid

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#33
Quello si. Ma parlo di spegnere il gruppo di continuità, non di staccarlo dalla corrente.

Quello che ho io ha il tasto per "accenderlo-spegnerlo" ma il realtà e sempre accesso e collegato alla corrente
Per quello mi chiedevo se questo "accenderlo-spegnerlo" fosse uguale a spegnere la ciabatta.
Esattamente, è proprio come spegnere la ciabatta.
 
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#35
Salve!

Volevo fare giusto un appunto sul decimo mito, dove viene spiegato cos'è il ripple, in quanto ritengo che ci sia un'imprecisione. Nell'immagine che hai inserito si vede il grafico di una tensione che oscilla tra 11,90 V e 12,15 V, quindi con valore picco-picco di 250 mV. Inoltre vi sono delle ulteriori oscillazioni, più piccole, con frequenza più alta che avvengono durante il periodo di ciascuna delle prime oscillazioni. Come hai ben detto queste altre variazioni di tensione hanno un valore picco-picco di circa 50 mV e quindi hai affermato che il valore del ripple di questo alimentatore è appunto 50 mV.
Quello su cui non sono d'accordo è proprio l'ultima parte della frase, infatti dalla foto che hai messo sembra che il ripple sia in realtà ben più grande. E' un discorso forse un po' complicato pertanto cercherò di spiegarmi al meglio.
Per apprezzare correttamente l'ampiezza del ripple degli alimentatori ATX bisogna utilizzare scale temporali nell'ordine delle centinaia di nano secondi (al massimo di qualche microsecondo), dato che la frequenza con cui avvengono queste oscillazioni, che dovrebbe corrispondere alla frequenza di switching dei mosfet, è nell'ordine di poche centinaia di kHz (dipende ovviamente dalla piattaforma, dal modello ecc.). L'oscillazione di 250 mV di cui te parli avviene in genere in tempi ben più grandi e può esser dovuta a variazioni del carico, variazioni di temperatura dei componenti (sia del PC che del PSU), fluttuazioni della rete elettrica e così via. Se questa oscillazione avvenisse in alle frequenze menzionate sopra, e se fosse quindi la tensione di ripple, entrerebbero in gioco fenomeni di grande entità che danneggerebbero i componenti del nostro computer, difatti 250 mV è ben oltre le specifiche ATX. Per chiarezza questi fenomeni sono dovuti all'induzione elettromagnetica e alle interazioni che si creano tra campi elettrici e magnetici dei componenti alle alte frequenze. Ad esempio per induzione si generano notevoli correnti parassite nei componenti metallici (correnti di Eddy) costituendo una perdita dal punto di vista energetico (quindi minore efficienza) e ovviamente, come hai ben detto, una maggiore produzione di calore decisamente deleterea. Sempre per chiarire meglio il concetto: se l'oscillazione da 11,90 V a 12,15 V avvenisse gradualmente nell'arco di un intero secondo, ai fini della salute del nostro PC, non ce ne fregherebbe niente in quanto la velocità della variazione sarebbe bassissima.
Osservando quella forma d'onda penso che quella tensione picco-picco di 250 mV che tu stai misurando sia proprio il ripple del tuo alimentatore, che si attesterebbe ad un valore piuttosto simpatico. Perché dico questo? Primo perché l'oscillazione sembra essere periodica, dato che la forma d'onda si ripete nel tempo, cosa piuttosto difficile qualora l'oscillazione sia causata dai fattori che ho menzionato in precedenza. Secondo perché per apprezzare quell'oscillazione, che come detto avviene in genere in tempi "lunghi", bisognerebbe usare una scala parecchio grande che non permetterebbe di visualizzare bene come in figura il vero ripple. Quell'ulteriore variazione con ampiezza di 50 mV che te vedi è un disturbo ma non il ripple.
Per fare un esempio ti riporto uno screenshot preso direttamente da un video di @Falco75 :
screen ripple.jpg
In questo caso @Falco75 stava misurando il ripple sulla 3,3 V e aveva impostato la scala a 5 mV/div. Come puoi vedere, tralasciando momentaneamente gli spike, la forma d'onda ha un valore picco-picco di circa 5-10 mV. L'onda però non è sottile, bensì sembra un po' cicciotta. Questo perché l'oscilloscopio non riesce a farcela vedere chiaramente, ma con una strumentazione più precisa potremmo vedere un'ulteriore oscillazione più piccola e ben definita; in altre parole una sorta di "seghettatura" proprio come si vede nella tua immagine. Lo spessore di quest'onda sarà ad occhio di circa 1-2 mV, ma il ripple del PSU non ha certo questo valore. Bensì, considerando anche gli spike, i quali sono anch'essi dei disturbi ad alta frequenza, raggiungiamo un valore di circa 20-25 mV.

Spero di essere stato il più chiaro, utile e corretto possibile. Ovviamente se ho cannato qualcosa, non mi sono spiegato bene o simili fatemelo notare :D
 

R3d3x

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#36
Salve!

Volevo fare giusto un appunto sul decimo mito, dove viene spiegato cos'è il ripple, in quanto ritengo che ci sia un'imprecisione. Nell'immagine che hai inserito si vede il grafico di una tensione che oscilla tra 11,90 V e 12,15 V, quindi con valore picco-picco di 250 mV. Inoltre vi sono delle ulteriori oscillazioni, più piccole, con frequenza più alta che avvengono durante il periodo di ciascuna delle prime oscillazioni. Come hai ben detto queste altre variazioni di tensione hanno un valore picco-picco di circa 50 mV e quindi hai affermato che il valore del ripple di questo alimentatore è appunto 50 mV.
Quello su cui non sono d'accordo è proprio l'ultima parte della frase, infatti dalla foto che hai messo sembra che il ripple sia in realtà ben più grande. E' un discorso forse un po' complicato pertanto cercherò di spiegarmi al meglio.
Per apprezzare correttamente l'ampiezza del ripple degli alimentatori ATX bisogna utilizzare scale temporali nell'ordine delle centinaia di nano secondi (al massimo di qualche microsecondo), dato che la frequenza con cui avvengono queste oscillazioni, che dovrebbe corrispondere alla frequenza di switching dei mosfet, è nell'ordine di poche centinaia di kHz (dipende ovviamente dalla piattaforma, dal modello ecc.). L'oscillazione di 250 mV di cui te parli avviene in genere in tempi ben più grandi e può esser dovuta a variazioni del carico, variazioni di temperatura dei componenti (sia del PC che del PSU), fluttuazioni della rete elettrica e così via. Se questa oscillazione avvenisse in alle frequenze menzionate sopra, e se fosse quindi la tensione di ripple, entrerebbero in gioco fenomeni di grande entità che danneggerebbero i componenti del nostro computer, difatti 250 mV è ben oltre le specifiche ATX. Per chiarezza questi fenomeni sono dovuti all'induzione elettromagnetica e alle interazioni che si creano tra campi elettrici e magnetici dei componenti alle alte frequenze. Ad esempio per induzione si generano notevoli correnti parassite nei componenti metallici (correnti di Eddy) costituendo una perdita dal punto di vista energetico (quindi minore efficienza) e ovviamente, come hai ben detto, una maggiore produzione di calore decisamente deleterea. Sempre per chiarire meglio il concetto: se l'oscillazione da 11,90 V a 12,15 V avvenisse gradualmente nell'arco di un intero secondo, ai fini della salute del nostro PC, non ce ne fregherebbe niente in quanto la velocità della variazione sarebbe bassissima.
Osservando quella forma d'onda penso che quella tensione picco-picco di 250 mV che tu stai misurando sia proprio il ripple del tuo alimentatore, che si attesterebbe ad un valore piuttosto simpatico. Perché dico questo? Primo perché l'oscillazione sembra essere periodica, dato che la forma d'onda si ripete nel tempo, cosa piuttosto difficile qualora l'oscillazione sia causata dai fattori che ho menzionato in precedenza. Secondo perché per apprezzare quell'oscillazione, che come detto avviene in genere in tempi "lunghi", bisognerebbe usare una scala parecchio grande che non permetterebbe di visualizzare bene come in figura il vero ripple. Quell'ulteriore variazione con ampiezza di 50 mV che te vedi è un disturbo ma non il ripple.
Per fare un esempio ti riporto uno screenshot preso direttamente da un video di @Falco75 :
In questo caso @Falco75 stava misurando il ripple sulla 3,3 V e aveva impostato la scala a 5 mV/div. Come puoi vedere, tralasciando momentaneamente gli spike, la forma d'onda ha un valore picco-picco di circa 5-10 mV. L'onda però non è sottile, bensì sembra un po' cicciotta. Questo perché l'oscilloscopio non riesce a farcela vedere chiaramente, ma con una strumentazione più precisa potremmo vedere un'ulteriore oscillazione più piccola e ben definita; in altre parole una sorta di "seghettatura" proprio come si vede nella tua immagine. Lo spessore di quest'onda sarà ad occhio di circa 1-2 mV, ma il ripple del PSU non ha certo questo valore. Bensì, considerando anche gli spike, i quali sono anch'essi dei disturbi ad alta frequenza, raggiungiamo un valore di circa 20-25 mV.

Spero di essere stato il più chiaro, utile e corretto possibile. Ovviamente se ho cannato qualcosa, non mi sono spiegato bene o simili fatemelo notare :D
Si ho capito cosa vuoi dire e apporto la correzione.
Ho messo come ripple valutato dallo standard atx quello ad alta frequenza quando il valore soglia è quello del ripple a bassa frequenza.
In questo caso il ripple a bassa frequenza di 250mV è il valore che ci interessa maggiormente per i valori range picco-picco dello standard ATX, rispetto al valore di ripple ad alta frequenza/increspatura/disturbo da 50mV. Quindi il PSU non rientra nei 120mV.

EDIT: Ho apportato le modifiche e ho corretto, ti ringrazio per la correzione. Grazie anche a Falco ho migliorato la descrizione generale e l'immagine.
 
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