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RECENSIONE Confronto tra SSD economici

Liupen

SSD MAN
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30 Ottobre 2018
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#1
Benvenuti a tutti!

Nei mesi scorsi ho sentito molti ragazzi consigliare e acquistare degli SSD di produttori sconosciuti o quasi, affermando quanto fossero veloci e affidabili.
Purtroppo al di là del solito consiglio: “meglio un ssd di qualità”, non avevo minimamente idea di come fossero realizzati o dell’effettiva qualità di questi prodotti.
Difficile, se non impossibile trovare recensioni on line.
Quindi ho iniziato a “collezionare” questi ssd economici con l’intenzione di testarli, confrontarli con un prodotto di qualità e prestazioni note, e studiarli all’interno.

Io sono Liupen e questo che leggete è il risultato di questo esame.


Ho preso un TCSunBow da 240GB e subito dopo un Asenno, anche questo da 240GB.
Di questi mi avevano parlato; mi sono sentito dire di prestazioni buone e di celle Samsung… insomma tanto da suscitare la mia curiosità.

Pochi giorni dopo ho comprato un KingDian 240GB, per confermare o meno, quanto riportava una nota testata di settore, ovvero che fosse KingDian a produrre e commercializzare TCSunBow.
Inoltre mi dicevano, con mia estrema diffidenza, che modelli di uno stresso ssd erano diversi a seconda del periodo o del taglio (grandezza).

Gli ultimi acquisti sono stati un Silicon Power 256GB e – non poteva mancare – un Crucial BX500 240GB.

In mio possesso ho un Samsung 850 EVO da 250GB che ho utilizzato come ssd reference ovvero un, o meglio, “the” ssd, di cui si conosce tutto e sono ampiamente note le buone prestazioni e l’affidabilità.



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LE COSE CHE VALUTO

Prestazioni e qualità delle componenti; sono queste due cose che distinguono un SSD buono da uno che ci lascia dopo poco tempo o, forse peggio, è lento.

Per le prestazioni ho utilizzato tutti i benchmark più noti (ATTO, CrystalDiskMark, AS SSD, HD Tune PRO) avendo ben presente che questi software non mettono alla prova l’ssd quanto dovuto.
Quindi, sono passato a dei software di copia reale (DiskBench), utilizzando file di diverse dimensioni. Questo test mi ha dato una valutazione vera delle potenzialità dei 5 ssd anche in relazione alla capacita di riempimento dello storage.
Le prestazioni si chiudono con un analisi dei risultati di una scrittura continua eseguita scriptando IOMETER un software molto noto in ambito di SSD-testing e valutando dallo SMART dell’ssd la Write Amplification prodotta e la durata dell’ssd nel suo complesso (dal punto di vista dell’usura delle celle). In questo frangente un ssd è morto per KO.
Testando velocità in condizioni normali e di uso intensivo, nonché la durata dell’ssd, ho poi aperto ad uno ad uno i 5 prodotti, ricavandone ulteriori informazioni che vedrete riportate alla fine della relazione e che possono di per se provare alcuni comportamenti normali (per quelle componenti) o anomali.


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A parità di costo, molto apprezzati i circa 15 GB in più che ritroviamo nel modello Silicon Power.



BENCHMARK

Iniziamo dunque dai test, che evidenziano come ogni ssd si comporta in maniera diversa. Sono peculiarità che nella maggior parte dei casi non si discostano molto dall’ssd SAMSUNG di confronto.
I benchmark, tanto per spiegare, misurano essenzialmente 4 cose che danno un’idea di quanto và forte un ssd; in particolare ci restituiscono:
  1. il valore di lettura e scrittura massima mediante (un test di trasferimento di dati comprimibili) al variare della dimensione del file di prova, così da poter misurare come si comporta un ssd scrivendo o leggendo sia un piccolissimo file zippabile (da qualche KB), sia un file zippabile di qualche MB di dimensione.
  2. Il valore di lettura e scrittura di un file da 4KB (l’unità logica più piccola) sia con coda singola (QD1) che con alta coda. In pratica si misura quanto è capace il controller dell’ssd e, indirettamente, quanto è adatto quell’ssd ad avere installato un sistema operativo.
  3. il valore di lettura e scrittura di un file (questa volta incomprimibile, tipo film, foto, ecc tutto ciò che è in uno stato già compresso), ma creando una coda di comandi (file da scrivere e leggere contemporaneamente..che appunto vanno ad “accodarsi” -> QD), molto grande, cosa che mette in luce il parallelismo delle NAND oltre alle caratteristiche del controller.
  4. Accanto a quest’ultima misurazione, alcuni software misurano il tempo di accesso, ossia il tempo che intercorre dal nostro comando di lettura o scrittura e l’inizio dell’operazione dell’ssd… si valuta insomma quanto è qualitativamente efficiente l’ssd come: accettazione dei comandi/esecuzione del comando.

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Come potete vedere quasi tutti i 5 ssd raggiungono, in prestazioni spot massime, i valori dell’ssd SAMSUNG e le piccole differenze sono proprio impercettibili nella realtà.
Si nota però che, anche ripetendo i test, il modello ASENNO AS 240 GB in scrittura è ampiamente sotto le specifiche che descrivono velocità oltre i 400 MB/s. Certo può essere dovuto al singolo test, quindi vedremo lo stesso bench ma con dati incomprimibili come si comporta.

Prima di passare appunto a questa verifica, vediamo come interagiscono gli ssd nel rispondere con i comandi tipici di un sistema operativo (file da 1 a 8KB) con una coda piccola ma comunque presente.

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Con su un sistema operativo, che usa comandi brevi e contemporanei, piccole differenze nei numeri, in questo caso comportano grandi differenze prestazionali.
Il CRUCIAL è il più pigro a rispondere sicuramente ai comandi, non so se per le peculiarità dei componenti o del firmware.

Noto un comportamento altrettanto particolare del SILICON POWER che si trova in difficoltà con file piccolissimi per poi essere al top nella gestione dei comandi OS anche rispetto al reference SAMSUNG.

Molto bene le prestazioni del KINGDIAN nell’uso con sistema operativo, vista la sua particolare reattività.



Il test che segue, è quello più simile alla condizione reale di trasferimento (lettura e scrittura) ed è stato eseguito mediante il confronto dei dati dei seguenti software: SSD-Z, CrystalDiskMark 5, CrystalDiskMark 6, AS SSD, HD TUNE PRO, ripetuti almeno 3 volte per sessione.

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Tutti gli ssd nel bench di lettura sequenziale di file incomprimibili raggiungono i valori dichiarati e si posizionano al pari dell’ssd di riferimento.

Il TCSUNBOW nei test è sempre di una 50ina di MB/s in meno, una condizione che è ininfluente dal punto di vista operativo, ma che, volendo andarne a cercare la causa, deve essere dovuta proprio alla diversa gestione dei file compressi, visto che non compariva nel precedente grafico della “misurazione massima velocità”


Per la scrittura sequenziale di file incomprimibili

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Al contrario la scrittura sequenziale di questo tipo viene usata frequentemente, ad esempio quando spostiamo dei file e li scriviamo nel nostro ssd.

Tutti tranne uno bisogna dire che si comportano, almeno nel bench, egregiamente, stando alla pari dell’ssd di riferimento.

Purtroppo ancora ASENNO è l’SSD con la minore velocità di scrittura.


Infine l’ultimo dato utile che si riesce ad avere attraverso i benchmark, cioè il tempo di accesso alla lettura e/o scrittura.
Come detto rappresenta l’efficienza dell’insieme: controller/cache/nand, ma anche l’efficienza, nella scrittura, di ricerca dei blocchi disponibili.

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Del CRUCIAL non ci si stupisce nel vedere che è l’ssd con il tempo di accesso maggiore, sia in lettura che in scrittura. E’ lento.

Anche il SILICON POWER, come già abbiamo potuto vedere, non brilla per velocità reattiva in scrittura.

Qualcosa di strano è rappresentato dall’elevato tempo di accesso alla scrittura da parte del TCSUNBOW, ma non è chiaro in questo momento, da cosa sia causato.

ASENNO, nonostante il disastro in prestazioni di scrittura, è tra questi ssd economici, quello che ha il più basso (e migliore) tempo di accesso.




I benchmark sono belli, appagano l’occhio per i numeri, ma l’esperienza insegna che non c’è niente di meglio che “sporcarsi le mani” se si vuole vedere veramente quanto vale un ssd.

Attraverso il software DiskBench si possono misurare sia tempi che velocità di un qualsiasi trasferimento di file utilizzando il semplice comando di Windows “copia”.
Ho utilizzato tre tipi di file e li ho sistemati in un ssd nvme di modo che non ci fossero bottleneck.

I file sono stati rispettivamente: un word .docs da 4 MB (uno standard), un file che è un film in HD .mkv da quasi 4GB, ed infine un’intera cartella di file misti (estensioni e compressioni…una raccolta di Steam) da 110 GB.

Il file da 4 MB ha sortito i medesimi tempi di trasferimento.

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Qui c’è molto da dire.

L’abisso di efficienza che separa l’ssd di riferimento, il SAMSUNG, rispetto ai 5 ssd economici, quando si tratta di lavorare seriamente trasferendo dei file.

La scrittura del film ha richiesto per tutti ca. 5.5 – 6 secondi.

La lettura del film è stata particolarmente impegnativa per il TCSUNBOW confermando quello che, se andate a vedere nel grafico di “Misurazione lettura sequenziale file misti”, poteva essere un anomalia. Questo SSD si conferma essere il peggiore nella lettura dei file sequenziali compressi.

Registro come accennato per tutti pessimi tempi di copia “reale”.

110 GB di file misti sono stati copiati sul SAMSUNG in meno di 10 minuti, ma sul SILICON POWER la copia è avvenuta in quasi 16 minuti, per non parlare del ASENNO che ci ha messo oltre 20 minuti!!!



Veniamo ora allo stress-test.

Un uso “normale” di un ssd prevede scritture, cancellazioni, scritture, e poi ancora scritture e…scritture l’ho già detto?!
Con un software ho scritto (e cancellato) più di 600 GB di dati (reali) monitorando attentamente il comportamento dell’ssd. Al termine della scrittura, e con il 90% dell’SSD pieno, ho fatto due cose: dopo un periodo di 5 minuti in idle ho utilizzato un bechmark per saggiare le prestazioni ad ssd in stato stazionario e seconda cosa, ho visto come si stavano consumando le celle dell’ssd.

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Il grafico occorre leggerlo nel seguente modo: ho fatto un benchmark con AS SSD all’inizio delle scritture/cancellazioni continue, vedete le scritture casuali 4k in arancione e le scritture sequenziali in azzurro. Ho ripetuto dopo ca 2 ore di stress il test ed i risultati sono per le scritture casuali 4k il colore rosso come quello blu sono le scritture sequenziali in stato di stress.

CRUCIAL, ASENNO, TCSUNBOW hanno mantenuto le prestazioni, SILICON POWER ha ridotto considerevolmente le prestazioni, KINGDIAN è morto (ha rallentato progressivamente le prestazioni fino a non poterne più..)

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Ok, abbiamo capito che questi ssd economici hanno prestazioni da benchmark, dignitose (con alcuni difetti), ma che poi nella prestazione reale non riescono a tenere il passo di un ssd blasonato.
Finora, dai test, sappiamo che:

PRO​

CONTRO​

TCSUNBOW​

BASSISSIMA LETTURA SEQUENZIALE​

PESSIMI TEMPI COPIA FILE​

ASENNO​

BUONI TEMPI ACCESSO​

BESSISSIMA VELOCITA' SCRITTURA SEQUENZIALE​

PESSIMI TEMPI COPIA FILE​

KINGDIAN​

OTTIMO PER IL SISTEMA OPERATIVO​

PESSIMI TEMPI COPIA FILE​

RIDUZIONE VELOCITA' SOTTO STRESS​

SILICON POWER​

PIU' GB DA USARE​

TEMPI ACCESSO SCRITTURA ALTI​

PESSIMI TEMPI COPIA FILE​

RIDUZIONE VELOCITA' SOTTO STRESS​

CRUCIAL​

MOLTO POCO REATTIVO CON SISTEMA OPERATIVO​

TEMPI DI ACCESSO PENOSI​

PESSIMI TEMPI COPIA FILE​



A questo punto, guardando solo le prestazioni, se dovessi promuovere o bocciare un ssd, direi:

Promosso: nessuno.

Nel limbo, il TCSUNBOW di cui preoccupano questi tempi lunghi di lettura che possono veramente penalizzarne l’utilizzo. SILICON POWER caratterizzato da prestazioni instabili. Il CRUCIAL non posso dire che già non sapessi quanto poco è simile al MX500.

Bocciati:
KINGDIAN deve essere mal ottimizzato ed il controller, seppur rapido, in affanno non consente di far fronte a un uso intensivo. ASENNO buono nel 4K ma con una velocità di scrittura seq decisamente più bassa degli altri (e non è un caso visto le prestazioni deludenti nel test di copia reale). Decisamente l’SSD meno buono prestazionalmente dei 5.
 
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Liupen

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DISASSEMBLY

Per valutare, se possibile, oltre alle prestazioni, anche l’affidabilità del device, occorre dare un occhiata a cosa c’è dentro la scocca.

Il disassemblaggio consente di vedere qual è la struttura e le componenti di questi ssd di cui poco o niente si trova sul web.

Di ogni elemento riporto le caratteristiche tecniche salienti e, specie per le celle di memoria, il calcolo risultante di aspettativa di vita desunto dal monitoraggio dello SMART di questi ssd.

Premetto che ho potuto constatare, come mi è stato detto nelle chat, che questi SSD hanno lo stesso nome ma hanno subito diverse evoluzioni, ovvero si trovavano in commercio ssd dello stesso mio modello e taglio, ma con componenti completamente diverse (spesso la prima serie era con la DRAM per poi diventare DRAM-less).

Scusate quindi per la mia refrattarietà, e occhio, questi sono acquisti freschi (dicembre 2019). Se voi avete comprato gli stessi modelli, diciamo, negli ultimi 6 mesi e per i prossimi 6 mesi, dovreste avere proprio questi ssd.


Quindi ecco cosa c’è dentro, considerandoli in ordine a quanto è emerso prestazionalmente, dal peggiore al migliore.




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Si può dire del ASENNO A25 240 GB che è l’ssd con la struttura più “vecchia”, probabilmente è stato ideato nel 2015 ed è un modello di ssd che viene rimarchiato anche da altre aziende note o per il mercato cinese interno (Londisk Aurora, Mengmi, Dierya, My SSD 970 PRO, Team Group L5, ed anche il qui presente KingDian S280).

Sul pcb mono-facciata trovano posto il controller, un modulo di memoria DRAM, un modulo di memoria ROM, e un modulo di memoria NAND (sulle due installabili).

Il controller SM2258 Silicon Motion è già un buonissimo controller (Crucial MX500) predisposto a lavorare con una DRAM, in questo caso un chip Micron (IC DDR3 SDRAM 256MB 800MHZ FBGA). Il controller è predisposto per operare pienamente con 4 canali.
La memoria EEPROM consente di tenere un backup di firmware separato per il ripristino dell’SSD. Una sicurezza che hanno solo gli ssd di un certo livello.

In quanto alla memoria NAND utilizzata si tratta di un solo chip (quindi molto penalizzante perché vengono sfruttati solo 2 dei 4 canali disponibili). La NAND viene identificata dal codice (stampato e non serigrafato) VS29F02TEME1.

La questione della NAND riconosciuta come Samsung.

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I controller SM ma anche quelli Phison, possono essere analizzati da un software rilasciato dall’utente vlo dal forum overclockers.ruda. Lo vedete sopra.

Il chip di memoria NAND viene identificato come un Samsung 256GB 3D TLC da 64L.
VS29F02TEME1 è lo stesso BGA316 di Samsung e la matrice interna è riconosciuta Samsung. Sarà vero?

Samsung vende lastre di memoria non tagliate a società terze soprattutto del mercato cinese che le confezionano. Ovviamente, se apri un SSD cinese del genere, non ci saranno chip con gli ID di Samsung, ce ne sarà un altro.
Perché vuoi nascondere il logo anche se è stato realizzato da Samsung o Micron?
Perché non puoi venderlo come Samsung o Micron o Toshiba perché è un rifiuto industriale!


Ora, sappiate che c’è un vastissimo mercato asiatico di chip rinnovati - chip rettificati e rinominati - chip usati ricondizionati - chip ripristinati e rinominati che costituisce circa il 45% di chip prodotti.

I dati non li metto lì così, ma sono delle stessa Micron che, tra le società produttrici di NAND è quella che ha una politica più aperta, facendo tutto allo scoperto.
Micron ha creato per il mercato di seconda scelta l’azienda Spectek https://www.spectek.com/
Commercia quindi all'ingrosso NAND che non hanno superato il test nell'ispezione del prodotto e li destina al mercato asiatico …come detto gli “scarti” rappresentano buona parte della produzione e ci sono chip che vanno dall’aver un tasso di celle spente entro il 10% fino ad arrivare al 40%, oltre a quelli difettosi per velocità.
https://www.spectek.com/docs/SpectekNANDBuyersGuide.pdf

Secondo le produzioni note di Spectek, il chip identificato "VS29F02TEME1” è un 3D TLC da 32L / 256Gb di Intel che è stato visto anche in alcune SKU L5 e X3 e, come vedremo, "29" nella stringa significa Intel / Micron - il VS dietro può significare chi lo mette in bin, ad esempio HP ha "BW" per BiWin - mentre "F02" ti dice quanti quad Die ha, che è 4x2 = 8 nel caso dello SKU da 240 GB; 8x32GiB = 256GiB2258)

Quindi, tanto per essere chiari, sebbene queste NAND siano prodotte da Micron/Intel, Samsung, Toshiba, o SK Hynix, non hanno ottenuto la certificazione di qualità originale per vari motivi.

Questo vale per 4 dei 5 ssd economici qui testati… ecco cosa compriamo, ssd con memorie di seconda o terza scelta che arrivano dal produttore originale in Cina, dove – nel peggiore dei casi - la serigrafia viene asportata per essere ricodificata, non più tracciabile.
Grazie alla memoria flash di alta qualità, all'utilizzo stabile dei materiali e all'elevata corrispondenza del firmware, anche le prestazioni di compatibilità dell'SSD originale sono superiori. Ma questi sono ssd che nelle prestazioni rispecchiano queste manipolazioni e soprattutto difettano di affidabilità, poiché è evidente che sono prodotti con una percentuale alta di difetti.

Ritornando all’ASENNO, è l’unico tra i 5 a non essere DRAM-less.

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Come mai allora questa caratteristica non emerge in prestazioni superiori agli altri 4 ssd, anzi è più lento nei bench?
In realtà questo ssd è veloce nel bench 4K (scrittura) cosa che ci fa dire che la cache DRAM viene utilizzata, ma non risulta un vantaggio nella scrittura sequenziale.
Inoltre c’è da dire che lo stesso ssd gemello DRAM-less (TCSUNBOW) ha prestazioni superiori in scrittura sequenziale e copia…come mai?
E’ chiaramente un difetto, qualcosa in questo ssd ASENNO non funziona.





Visto che ci siamo, vediamo allora il (quasi) gemello TCSUNBOW X£ 240 GB.

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Stesso pcb, stessa piattaforma, forse di qualche mese dopo (rev. 8 anziché 5).

Vale quanto già detto per il controller SM2258 a 4 canali di cui solo 2 sfruttati, utilizzo di cache SLC accoppiata a NAND 3D TLC.

Dai test non emerge alcun vantaggio della cache SLC, quasi quindi fosse una potenzialità del controller, non sfruttata da TCSUNBOW.

La cosa più evidente è che a differenza del modello ASENNO, il controller di questo SSD viene fatto funzionare senza DRAM.
Non che sia strano, il SM2258 ha questa possibilità che è di tutti gli ssd DRAM-less.
Tutti i controller SSD hanno una certa quantità di SRAM integrata, di solito 32 MB, che è persino più veloce della DRAM e spesso utilizzata per le stesse attività. Ma questa è una quantità molto piccola di spazio, specialmente per unità più grandi: DRAM in genere ha un rapporto di 1 GB per 1 TB di flash, ad esempio. Anche le unità con DRAM avranno SRAM per gestire attività del firmware e simili e ha senso dedicare la DRAM al FTL (livello di traduzione flash) che include mappatura / indirizzamento e dati di livellamento dell'usura. Quindi, in termini di settore, un disco con "DRAM" (o "cache DRAM") è uno che ha RAM dedicata sulla scheda ma esterna al controller.

Sparisce anche il modulo EEPROM.

Dell’unico chip di memoria NAND abbiamo già detto in precedenza. Si tratta chiaramene di moduli scartati e riconvertiti. Penso sia questa la causa delle basse prestazioni di lettura sequenziale, ovvero difetti delle celle dentro questo modello (che attivano in qualche punto il controllo ECC), che altrimenti dovrei vedere anche nel gemello ASENNO.
Visto che non trovo risposte migliori (firmware diversi non mi sembra abbastanza come causa), che un difetto costruttivo, penso che anche questo ssd sia da bocciare.




Già bocciato per le prestazioni è il KINGDIAN S280 240 GB, che internamente si presenta così

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Il pcb è leggermente più corto ma la fattura sembra ricordare quella dei due precedenti con le piste sul lato opposto.

Come quantità della componentistica si pone meglio di quello TCSUNBOW.

Per rispondere ad una delle domande poste inizialmente: NO, anche se le confezioni degli ssd KINGDIAN e TCSUNBOOW sono molto molto simili, gli ssd hanno componenti diverse; ciò però non esclude che dietro ci sia la stessa azienda.

Come detto la componentistica di contorno è presente in gran quantità, ci sono condensatori e chip che mancano sul pcb del SUNBOW, però dai codici non si riesce a risalire alla funzione.

Di contro la versione del controller è inferiore.
Si tratta del controller SM2258 nella versione XT ovvero DRAM-less, uscito nel 2016.

Nessuna cache SLC presente.

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Sostanzialmente le prestazioni sequenziali, come ho potuto appurare, non sono molto diverse dal precedente modello, causa la mancanza di parallelismo tra i chip…essendocene uno solo. Il modulo di memoria è anche in questo caso il V29F02TEME1.

Forse questo controller a differenza dell’altro è più semplice e più diretto, offrendo prestazioni di lettura e scrittura migliore specie a livello scrittura casuale.

E’ crollato purtroppo quando però bisognava tirar fuori gli attributi.

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Il SILICON POWER devo dire, è stata per me una sorpresa, sotto l’aspetto qualitativo.

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Premesso che Silicon Power cambia modelli come io i calzini lasciando lo stesso nome anche contemporaneamente all'uscita dei vecchi modelli.

Detto questo, il pcb che mi sono ritrovato a guardare è un doppia faccia di ottima qualità nella progettazione, serigrafia e nelle componenti accessorie.

Controller di tipo Phison 3111-S11 quindi una versione DRAM-less. Questo controller ha 2 canali come il precedente SM2258XT ma ha features superiori specie alcuni meccanismi di data protection.
Revisionando altre recensioni di questa stessa unità (nel formato da 512 GB) ho notato che i campioni in altri media utilizzano il controller SM2258XT anziché Phison S11.

I 4 pacchetti di memoria NAND Flash sono di origine Toshiba (ma anche questi sono di seconda scelta), sono però BICS3 a 64 layers, quindi decisamente consumano meno energia con maggiori prestazioni. Dovrebbero inoltre essere da 96 GB, cosa che giustifica i 256 GB utilizzabili al netto di un eventuale Over Provvisioning di fabbrica.

Presenza della SLC cache sulle celle (cosa pubblicizzata sul sito SP)?

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….evidentemente NO.


Utilizzo del maggiore parallelismo del controller con più di un pacchetto nand?

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….evidentemente NO.

Come prestazioni generali ho visto che l’S11 soffre un po’ alle velocità casuali basse (quindi è meno reattivo con su il sistema operativo), ma non è buono neanche nella copia dei file quando viene messo alla prova.
Risulta quindi un ssd mediocre ma con una qualità costruttiva che lo pone un gradino sopra i precedenti ssd.






Siamo infine all’ultimo ssd tra i 5 che ho acquistato.

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Ecco ciò che succede mettendo insieme il controller che sta dentro il KINGDIAN e delle celle NAND Micron originali che hanno passato i test di qualità.
Il pcb e le componenti sono di ottimo livello, la presenza di un buon numero di transistor e condensatori, rassicurano. Facile rivedere la struttura complessiva dell’MX500.


Il controller come anticipato è la versione SM2258 (XT) quindi DRAM-less a 2 canali.

Anche qui ritroviamo ben 4 moduli NAND, ovviamente NAND 3D TLC a 64 strati Micron 64Gb con il codice FBGA di NW912 che, inserito nel decodificatore FGBA di Micron, fornisce un numero di modello MT29F512G08EEHAFJ4-3R: A (le stesse che ha il modello MX500).
Nessuna cache presente, appiattiscono di molto le prestazioni di questo ssd, il cui controller non è in grado di emergere.

La qualità delle celle è l’unico lato a favore e che mi impedisce di farlo volare via come gli altri.



ENDURANCE





Altra cosa interessante è stata vedere, scrivendo assiduamente, come si stavano degradando le celle dei vari modelli di ssd.
Per la lettura dei dati SMART ho utilizzato il noto CrystaDiskInfo, sperando nella grande compatibilità di questo software.

L’ssd TCSUNBOW (SM2258)
Presenta tutti i valori necessari per un monitoraggio di questo tipo, anche se la temperatura, rimane un valore fisso, in barba alle richieste JEDEC.
Il grafico che segue, riporta in blu le scritture che sta eseguendo IOMETER (quindi io come utente), ed in rosso quelle complessive, cioè le mie più quelle contemporanee dovute al controller che sposta i dati per livellamento, garbage collector, ecc.

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La Write Amplification calcolata è di 5.6 alta
Considerando in via teorica una durata delle celle normale di 1000 cicli di cancellazione/programmazione (sono ottimista visto le seconde/terze scelte), questo ssd di esaurirà con molta approssimazione con 41,7 TBW



L’ssd ASENNO (SM2258)
Presenta uno SMART con i medesimi dati disponibili del precedente ssd (anche qui, temperatura fissa).

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La Write Amplification calcolata è di 2.8 normale
La cache DRAM forse un poco è utile nel ammortizzare le scritture dirette alle celle.
Considerando in via teorica una durata delle celle normale di 1000 cicli di cancellazione/programmazione (sono ottimista visto le seconde/terze scelte), questo ssd di esaurirà con molta approssimazione con 83,7 TBW



Il KINGDIAN (SM2258XT)
Anche questo è predisposto per farci desumere dallo SMART il calcolo della durata dell’ssd (temperatura ancora come un dato fisso fittizio).

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La Write Amplification calcolata è di 5.8 alta
Considerando in via teorica una durata delle celle normale di 1000 cicli di cancellazione/programmazione (sono ottimista visto le seconde/terze scelte), questo ssd di esaurirà con molta approssimazione poco più di 40 TBW




Il CRUCIAL BX500 (SM2258XT)
Lo SMART riporta tutti i dati necessari per la valutazione della durata dell’ssd e, cosa finalmente a posto, viene misurata la temperatura.

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Come si può vedere lo stress test ha portato questo controller a temperature decisamente alte. Nulla di ingestibile.

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La Write Amplification calcolata è di 3.5 leggermente alta
Considerando in via teorica una durata delle celle normale di 1000 cicli di cancellazione/programmazione questo ssd di esaurirà con molta approssimazione con 66,9 TBW




Con il SILICON POWER (Phison S11)
Purtroppo non è possibile il monitoraggio
Sicuramente una scelta voluta.




CONCLUSIONE

Se dovessi valutare esattamente i modelli che ho acquistato, nessuno degli ssd mi entusiasma:
  • il SILICON POWER ha prestazioni scarse, inoltre nasconde i dati di usura
  • l’ASENNO ha chiaramente problemi, perché non raggiunge le prestazioni dichiarate
  • il KINGDIAN non ha resistito alle prove cui è stato sottoposto
  • il TCSUNBOW, nonostante alcuni difetti, rimane quello con caratteristiche passabili. Non lo userei ugualmente perché quelle celle mi rendono fortemente insicuro
  • il CRUCIAL ha prestazioni scarse, ma almeno celle affidabili

Accanto a questo parere, ne devo dare un altro circa le potenzialità che ho riscontrato. Se il mio ASENNO non si fosse dimostrato buggato, sarebbe stato prestazionalmente migliore di tutti, probabilmente. Il medesimo controller del TCSUNBOW lo dimostra.
 
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Liupen

SSD MAN
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Grazie!
E' stata una faticaccia ma spero sia utile.
Ho visto che sul web non c'è niente di simile.
 
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#6
Fantastico, mai visto un lavoro del genere su degli ssd. Sei andato a contargli persino i peli :roftl
Scherzi a parte, complimenti per la guida davvero ben strutturata, chiarissima, e facilmente comprensibile anche da meno esperti nonostante l'abbondanza di dettagli e test.
Un vero piacere da leggere tutto d'un fiato
 

Liupen

SSD MAN
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#9
Il video di Linus lo vidi tempo fa, non è tecnico come la tua recensione ma a modo di Linus è conciso ed efficace
Nei video necessariamente bisogna essere molto molto sintetici per non annoiare e per essere chiari nel messaggio. Solo che... se sei Linus "basta la parola", se sei nessuno, rischi di sembrare troppo superficiale.
Vediamo se nel canale di @R3d3x riusciamo a parlare anche di questo cercando di approfondire anche il discorso tecnico :sisi
 

R3d3x

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#10
Nei video necessariamente bisogna essere molto molto sintetici per non annoiare e per essere chiari nel messaggio. Solo che... se sei Linus "basta la parola", se sei nessuno, rischi di sembrare troppo superficiale.
Vediamo se nel canale di @R3d3x riusciamo a parlare anche di questo cercando di approfondire anche il discorso tecnico :sisi
Se riusciamo ci organizziamo e buttiamo giù un video tecnico sull'argomento, me ne stavo interessando a dicembre poi mi so dimenticato di andare avanti tra i tanti progetti.
 
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